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2009 - STRADE, CANALI CONFINI, ROTTE. I simboli lineari nella cartografia antica

 

 

 

 

Strade, canali,  confini, rotte

I simboli lineari nella cartografia antica

 

 

Mostra cartografica

Sant’Anatolia di Narco, 29 maggio – 2 giugno 2009

 

 

 

 

Associazione   “Roberto Almagià”

Collezionisti  Italiani  di  Cartografia Antica

 

 

con i contributi di

Laura e Giorgio Aliprandi, Stefano Bifolco, Roberto Borri, Maria Gabriella Cocco, Emilio Moreschi, Marco Perini, Fabrizio Ronca, Sergio Trippini, Paola Valenti, Vladimiro Valerio, Antonio Volpini

 

 

 

catalogo ragionato delle tavole cartografiche

 

 

 

 

 

Comune di

  Sant’Anatolia di Narco (PG)

2009


 

 

 

 

 

 

Strade,  canali, confini, rotte

I simboli lineari nella cartografia antica

Mostra cartografica

Sant’Anatolia di Narco (PG), Chiesa  Madonna delle Grazie

29 maggio – 2 giugno 2009

 

con il patrocinio di:

Centro Italiano per gli Studi Storico-Geografici (CISGE)

Società Geografica Italiana

Associazione « Roberto Almagià »

Collezionisti Italiani di Cartografia Antica

 

 

Uno speciale ringraziamento agli sponsor che hanno contribuito all’organizzazione del  

4° Seminario di Studi

Cartografia storica e collezionismo in Italia

Strade, canali, confini, rotte

I simboli lineari nella cartografia antica 

Comune di Sant’Anatolia di Narco (PG)  Regione Umbria  Provincia di Perugia - Assessorato all’Ambiente  Consorzio BIM  

Arcidiocesi Spoleto – Norcia  Lions Club Valnerina

Banca Popolare di Spoleto S.p.A.    

Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto    

Spoleto Credito e Servizi    

Circolo Culturale della Valnerina “Giovanni Spagna” 

Mascio S.p.A

 

 

                                                            

                                                         

I Curatori  e l’Associazione “Roberto Almagià” - – Collezionisti Italiani di Cartografia Antica  desiderano ringraziare tutti coloro che hanno contribuito all’allestimento della Mostra ed alla pubblicazione di questo catalogo.

In particolare, ringraziano per la disponibilità e la fattiva collaborazione prestata:

Anna Rita Cosso - Blenda Giampaoli - Anna Napoleoni  - Sandro Sabatini

nonché i collezionisti e i soci dell’Associazione “Roberto Almagià” – Collezionisti Italiani di Cartografia Antica, che hanno messo a disposizione le loro raccolte e la loro competenza per la realizzazione di questo progetto:

Laura e Giorgio Aliprandi - Patrizia Barboni - Stefano Bifolco - Roberto Borri - Maria Gabriella Cocco - Emilio Moreschi - Marco Perini -  Santo Spagnolo - Sergio Trippini - Vladimiro Valerio - Antonio Volpini 

Mostra organizzata dal

COMUNE DI SANT’ANATOLIA DI NARCO (PG)

 

 

ESPOSIZIONE

 

Curatori e ordinatori:

Vladimiro Valerio e Fabrizio Ronca

Progetto espositivo ed allestimento:

Amministrazione Comunale di Sant’Anatolia di Narco, 

Fabrizio Ronca

 

 

CATALOGO

 

Coordinamento scientifico:

Vladimiro Valerio

Ricerche iconografiche:

Paola Valenti

Testi introduttivi:

Vladimiro Valerio e Paola Valenti

Schedatura delle tavole:

Laura e Giorgio Aliprandi [l & ga], Stefano Bifolco [sb], Roberto Borri [rb], Maria Gabriella Cocco [mgc], Emilio Moreschi [em], Marco Perini [mp], Fabrizio Ronca [fr], Sergio Trippini [st], Vladimiro Valerio [vv], Antonio Volpini [av]

Progetto grafico:

Maria Gabriella Cocco

Coordinamento editoriale: 

Fabrizio Ronca, Paola Valenti, Sergio Trippini,

Maria Gabriella Cocco

Stampa:

a cura del Comune di Sant’Anatolia di Narco (PG)

 

 

Gli arredi per la mostra sono stati gentilmente messi a disposizione dalla Provincia di Perugia e del Comune di Spoleto.

 

nel catalogo è stata concessa gentilmente da privati.

 

In copertina :

Tabula Peutingeriana, F. C.  de Scheyb, 1753, acquaforte e bulino, mm.     342x584 


 

 

I N D I C E

 

 

 

 

 

 

 

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INDIRIZZI DI SALUTO

Amedeo Santini, Sindaco del Comune di Sant’Anatolia di Narco (PG)

Maria Gabriella Cocco, Presidente dell’Associazione “Roberto Almagià” 

 

IL LINEARE NELLA CARTOGRAFIA ANTICA

di Vladimiro Valerio

 

 

CATALOGO (indice delle tavole e schede)

 

STRADE E COMUNICAZIONI

FIUMI E CANALI

CONFINI E GUERRE

ROTTE E VENTI

 

BIBLIOGRAFIA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI

SANT’ANATOLIA  DI  NARCO  (PG)

 

S. Anatolia di Narco,  maggio 2009

 

Il presente catalogo viene predisposto in occasione della Quarta edizione del Seminario di Studi Cartografia Storica e Collezionismo in Italia e della Terza edizione della Mostra Mercato della Cartografia Storica e Vedutismo  che il Comune di Sant’Anatolia di Narco organizza nel suo Capoluogo tra fine maggio e primi di giugno.

Un appuntamento culturale di grande rilevanza che ha scelto questo specifico settore, dove c’è un grande interesse da parte di studiosi, collezionisti e mercanti del settore.

Iniziativa che assume ancor più rilevanza in quanto è localizzata in un piccolo comune della Valnerina di appena 600 abitanti.

E’ dimostrazione tangibile della volontà dell’Amministrazione Comunale di realizzare eventi culturali di qualità per far conoscere il territorio comunale e valorizzare i suoi principali beni paesaggistici, ambientali ed architettonici.

Quest’anno verranno organizzate due mostre, una nella Chiesa della Madonna delle Grazie ove il tema scelto è “Strade, canali, confini, rotte. I simboli lineari nella cartografia antica” così come venivano riportati dai cartografi dei secoli passati. Al Museo della Canapa, già Palazzo Municipale, verranno esposte diverse edizioni della  Tabula Peutingeriana ovvero la più antica carta itineraria, copia medievale eseguita da un originale  Romano del IV secolo dopo Cristo. 

Le carte riprodotte in questo catalogo sono quelle relative alla mostra “Strade, canali, confini, rotte. I simboli lineari nella cartografia antica” e vogliono rendere memoria della validità culturale dell’iniziativa a disposizione di amanti, appassionati e curiosi del settore.

Questa iniziativa si tiene pochi giorni prima delle elezioni comunali che porteranno all’insediamento  del nuovo Sindaco e del nuovo Consiglio Comunale. Mi sembra quindi doveroso esprimere un vivissimo ringraziamento a quanti, in questi anni, ci hanno permesso di realizzare queste importanti iniziative nel settore della cartografia storica.

Un ringraziamento dovuto all’Associazione “Roberto Almagià” animatrice principale dell’iniziativa, agli studiosi del settore, ai collezionisti ed ai mercanti; agli enti patrocinatori Regione Umbria, Provincia di Perugia e Consorzio B.I.M., alla Curia Arcivescovile Spoleto-Norcia, alla Banca Popolare di Spoleto, alla Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto, alla Spoleto Credito e Servizi, alle altre aziende ed enti privati che ci hanno sostenuto.

Un ringraziamento alla Pro-Loco, al Gruppo di Protezione Civile ed a tutti i cittadini che hanno messo a disposizione volontariamente e gratuitamente il proprio lavoro; un grazie a Glenda Giampaoli, responsabile del Museo della Canapa, che ha accolto subito, in modo entusiasta, di ospitare una delle due mostre.

Un grazie, infine, ai mie collaboratori più stretti, Assessori e Consiglieri Comunali, ed a tutti i dipendenti del Comune, che si sono adoperati per la realizzazione e l’organizzazione della mostra.

L’ultima citazione per Fabrizio Ronca che, grazie alla sua volontà e determinazione, ha avuto il coraggio di proporre l’iniziativa e poi con grande impegno, dedizione e pazienza è riuscito a realizzarla. 

 Amedeo Santini   

Sindaco


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


ASSOCIAZIONE “ROBERTO ALMAGIÀ”

Collezionisti  Italiani di Cartografia Antica

 

Roma, maggio 2009

 

Due rondini non faranno primavera, ma due cataloghi potrebbero, invece, fare una tradizione ??

Non lo sappiamo, lo sapremo in futuro: io so solo che i lavori che hanno accompagnato l’incontro annuale della nostra Associazione lo scorso anno e quest’anno sono un concentrato di amore, competenza e passione per questa materia, che da qualche anno trovano espressione nel Seminario di Studi Cartografia storica e collezionismo in Italia”, qui a Sant’Anatolia di Narco. Salutiamo quindi questa cittadina che per la quarta volta ci ospita, dando seguito a questo appuntamento di tarda primavera, ormai atteso da tutti i collezionisti anche quale occasione d’incontro tra amici, oltre che tra studiosi e appassionati.

Non posso nascondere che l’argomento di quest’anno ha avuto una gestazione più travagliata di quello dello scorso anno, con tante domande: partendo dalla Tabula Peutingeriana, una ideale “linea geografica” per eccellenza, cosa si potrebbe fare di meglio che studiare i simboli lineari ? ma sarà un argomento troppo complicato e poco accessibile ? può offrire spunti limitati, d’interesse squisitamente accademico ? Poi abbiamo cominciato a lavorarci intorno, a guardare le nostre collezioni con occhi nuovi per scovare qualcuno dei simboli in questione, sui quali sino ad ora non c’eravamo soffermati più di tanto, presi dallo studio della rappresentazione dei territori a noi familiari, dell’evoluzione dei toponimi, della tecnica di stampa. E così ci siamo resi conto di esserci avvicinati all’essenza della cartografia: come sintetizza mirabilmente il Prof. Valerio nella sua nota introduttiva, “in principio era la linea”, la linea è stata la prima espressione umana nella rappresentazione dello spazio. E lavorare intorno a questo concetto ci ha fatto scoprire nuove aree di studio e di approfondimento, con possibilità di godere nuovi aspetti delle nostre collezioni. 

Naturalmente, questo catalogo non intende proporsi come un corpus documentale sistematico e non ulteriormente incrementabile: ma pur essendo stato realizzato in tempi estremamente brevi, presenta un interessante apparato iconografico, parte inedito.

Per questo, permettetemi di formulare un mio personale ringraziamento all’amico (e socio) Vladimiro Valerio ed alla (paziente) Paola Valenti, che hanno trasformato la “massa primordiale” emersa dalle nostre collezioni in un lavoro di senso compiuto: bello o brutto lo decideranno i visitatori della mostra ed i lettori di questo catalogo, ma sicuramente innovativo, almeno per l’Italia.  E per questo in linea con lo spirito e gli scopi istituzionali della nostra Associazione.

Naturalmente, ringraziamo gli sponsor che anche quest’anno hanno sostenuto questa iniziativa, ed i soci che hanno aperto generosamente le loro collezioni. 

Un ringraziamento speciale, e non solo per formale cortesia, deve poi andare a Fabrizio Ronca, senza il quale la nostra Associazione non potrebbe promuovere il seminario annuale a Sant’Anatolia di Narco, ed al Sindaco Amedeo Santini, in primis, nonché a tutti gli abitanti di Sant’Anatolia di Narco, che ormai da quattro anni si lasciano coinvolgere per tre giorni in questa appassionante, disinvoltamente dotta e… festosa celebrazione della cartografia antica.

Noi ci siamo ancora una volta divertiti a lavorare insieme per la nostra Associazione: speriamo che tale appassionato divertimento traspaia in questa mostra e possa essere condiviso anche da tutti voi. E che questo possa essere solo il secondo anno di una lunga, piacevole, tradizione.

  

Maria Gabriella Cocco    

               Presidente


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 






Il lineare nella cartografia antica

Vladimiro Valerio

 

In origine era la linea. Potrebbe essere questo l’incipit per una storia della cartografia dalle origini ai giorni nostri. La citazione biblica o da teogonia pagana non è solo una provocazione, né vuole essere una giustificazione ad ogni costo della scelta di dedicare al “lineare” nella cartografia l’incontro di quest’anno dell’Associazione Roberto Almagià - Collezionisti Italiani di Cartografia Antica.

A ben vedere la linea è stata la prima espressione umana nella rappresentazione dello spazio: ce lo confermano i più antichi rinvenimenti rupestri da Bedolina ai gruppi montuosi del Sahara o dell’Anatolia. La linea, anche mentalmente, rappresenta un limite, un confine e cosa vi è di più antico e di primordiale del limite, oltre il quale c’è l’ignoto, c’è il rischio, forse il nemico; il limite del nostro territorio, che non deve essere violato da alcuno che non sia del nostro gruppo. Una linea può rappresentare una cresta montuosa invalicabile, l’orizzonte del nostro spazio geografico, l’inizio del deserto o del mare. La linea, specie se chiusa, ci rassicura e ci protegge. Una linea circoscrive il nostro territorio di caccia.

 

Ma la linea è anche un itinerario, un percorso da seguire per giungere in qualche luogo, e anche questo è un concetto primitivo che è entrato nel mito della cultura occidentale con il filo di Arianna: una linea per non perdersi, per trovare la strada di casa. Un percorso indica i nostri mercati di espansione, mostra le vie del commercio, come poter uscire e poter rientrare nel nostro spazio sociale. Le vie consentono l’accesso di beni, merci e soldatesche, insomma economia e guerra.

Un itinerario è anche un fiume, il più naturale e antico dei percorsi: ecco nuovamente una linea, o una doppia linea che rappresenta le sue rive, lungo la quale si sviluppa il corso del fiume. 

Linee reali come fiumi, coste, strade e linee immaginarie come i confini o variabili come l’orizzonte del nostro sguardo o il profilo di una cresta montuosa, che si modificano con il nostro spostamento, ma pur sempre linee. 

 

Si potrebbe dire, ed è stato detto, che per molto tempo lo spazio dell’uomo sia stato uno spazio monodimensionale, odeporico, definito da percorsi. Due luoghi della terra erano in relazione se vi era una linea che li congiungeva: una strada, un fiume, una costa, una rotta. Tra loro non vi era uno spazio da attraversare ma esistevano solo le modalità di connessione. 

Il concetto dello spazio discreto, fatto di nodi e di relazioni è un modo antichissimo e allo stesso tempo moderno di vivere e di leggere lo spazio. Riempire gli interstizi tra i nodi di uno spazio discontinuo è un’operazione mentale complessa, non intuitiva, una costruzione operata dalla cultura occidentale solo a un certo punto del suo sviluppo. Tolomeo rappresenta una sorta di cerniera tra questi modi di interpretare lo spazio: è vero che anche per lui esistono luoghi della Terra, punti potremmo dire, definiti dalle loro coordinate geografiche, ma questi luoghi sono identificati da due numeri che individuano un piano, o meglio la superficie bidimensionale della sfera sulla quale si svolge la vicenda umana. La geografia antropica di Strabone e quella socio-politica di Erodoto trovano il loro scenario cartografico in Tolomeo. 

Le due cognizioni dello spazio, l’una come nodi e connessione e l’altra come superficie hanno continuato e continuano a convivere, senza che la prima risulti dominante o superiore alla seconda e viceversa.

Di molti secoli successivo è il passaggio alla terza dimensione e avviene, sostanzialmente, con la celerimensura nel XIX secolo ma la terza dimensione rimane, a ben vedere, del tutto irrilevante nella nostra percezione. Anche se a curve di livello o con sfumo, le montagne sono pur sempre un’ondulazione del terreno, il piano si piega, si gonfia si inarca ma rimane pur sempre una superficie. Il nostro spazio, quello che esperiamo è ancora sostanzialmente uno spazio bidimensionale.

 

A volte le linee diventano emblematiche, quasi mitiche come la Raya, definita nel trattato di Tordesillas del 1494, marcata in grande evidenza nella carta di Cantino del 1502, che diventa la demarcazione per antonomasia. Oppure il viaggio di circumnavigazione del globo fatto da Magellano nel 1521, disegnato su molti planisferi di Battista Agnese, del quale diventano una cifra stilistica. Le linee assumono la forma di una fitta ragnatela nelle carte nautiche non solo manoscritte ma anche a stampa, e questa tradizione rimarrà in auge anche quando, con i nuovi strumenti di navigazione e la maggiore precisione della bussola, i “venti” che questi linee simboleggiano non hanno più alcun valore per il navigante. Le carte nautiche, costruite secondo una proiezione non a caso detta piana, prima che Mercatore inventasse la proiezione nautica perfetta, assumono che il mare sia una superficie piana.

 

Per quanto riguarda il disegno delle mappe, a parte le differenti modalità costruttive che si riscontrano tra carte itinerarie, geografiche o nautiche che siano, e le carte topografiche, che si occupano del territorio e del paesaggio, vi è una più sottile e poco nota relazione che le accomuna e che è propria di tutti i prodotti cartografici. Prima che la superficie del foglio sia riempita di tutti gli accidenti naturali e delle opere di antropizzazione del territorio, la carta passa obbligatoriamente per uno stato embrionale detto, molto significativamente, “scheletro”, o “tratto”. E’ l’ossatura del disegno: le cornici graduate, il reticolo geografico, il corso dei fiumi, strade canali, contorni urbani e di grande aree boschive o agricole. Su un fondo bianco, neutro, come l’oro dei fondali bizantini, si stagliano le linee portanti del disegno, l’ossatura, lo scheletro, appunto.

 

Non solo in origine, cioè nella notte dei tempi, “era la linea” ma anche in origine, cioè nella genesi della mappa, ancora una volta “è la linea”.

 

 Venezia, aprile 2009


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

C A T A L O G O  

 

 

 

Indice delle Tavole

 

 

STRADE E COMUNICAZIONI

01.   [ Monti Sibillini ] (Anonimo, da disegno di de la Sale, 1520 ca.)    

02.    Mediolanum / Lombardia Ducatus (Quad, 1604)

03.    Stato Provincia e Diocesi di Fermo (Moroni, 1633)                                

04.    L’Italia con le Sue Poste e Strade Principali (Cantelli, 1695)      

05.    L’Italia con le Sue Poste e Strade (Coronelli, 1705 ca.)              

06.    Routes des Postes d’Italie (de Fer, 1705)                                   

07.    Piano della Parte di Via Napoleone … (Gianella, 1811)

08.    Strada Egnazia (Chiarotti, 1840)                                                              

09.    Carta Corografica della Delegazione di Ancona (Anonimo, 1843)                   

 

 

FIUMI E CANALI

10.    [ Laguna Veneta ] (Mazza, 1590)                                               

11.    Il Nuovo et Vero disegno della Valtellina (Bassano, 1620)         

12.    Pianta delle Paludi Pontine (Sani, 1759)                                     

13.    Pianta delle Paludi Pontine (Ghigi, 1778)                                  

14.    [Polesine e Ferrarese] (Anonimo, seconda metà del XVIII sec.)               

15.    [Valle Nerina e Valle Spoletina] (Ferrari, 1818)                         

16.    [Canale navigabile] (Ferrari, 1825)                                            

 

 

CONFINI E GUERRE

17.     [Confini dello Stato di Milano]  (Schnierl, 1637)                       

18.     Carte pour L’Expedition D’Annibale … (D’Anville, 1739)        

19.     [Campo di battaglia] (Bonnet, fine XVIII sec.)                          

20.a   Carte générale Du théatre de la Guerre …  [Italia Settentrionale] (Bacler d’Albe, 1798)         

20.b.  Carte générale Des Royames de Naples, …  [Italia Meridionale] (Bacler d’Albe, 1802)           

21.     Carta della Provincia dell’Umbria (Olivieri, 1803) 

 

 

ROTTE E VENTI

22.    [ Mare Mediterraneo] (Forlani, 1571)                                           

23.    Tabula Hydrograhica ac Geographica … (Plancius, 1595)         

24.    Extrémité Méridionale de L’Amerique (Bonne, 1790)              

25.    Carta del Viaggio fatto dalla squadra delle Sicilie (Rizzi Zannoni, 1786)  

26.    Carta Postale dell'Italia (Stucchi, 1856)                                      

27.    [Carta dei Dintorni di Napoli] (Reale Officio Topografico, 1859 ca. e 1862)         

 


 

 

 

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